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Per approvare un bilancio di previsione ingessato, asfittico ed affatto innovativo come quello attuale, la maggioranza, che da due anni sta tentando di traghettare definitivamente la nostra Città nelle secche del sottosviluppo iniziato da decenni, non poteva che collocare la seduta in un orario proibitivo per i Cittadini, cullando l’auspicio, neppure troppo velato, della probabile assenza delle minoranze. Città Attiva, invece, unitamente agli altri gruppi, non si è sottratta al proprio dovere istituzionale, garantendo la propria presenza e contestando le linee essenziali di quello che dovrebbe essere lo strumento di programmazione più importante dell’Ente.
L’assise civica è iniziata, doverosamente, con un minuto di raccoglimento in onore delle vittime del sisma dello scorso 6 Aprile e con il riconoscimento unanime della generosità dei nostri concittadini, nonché con un generale tributo di stima nei confronti dell’Assessore alla Protezione Civile. Va sottolineato che, in considerazione dell’orario, la cornice di pubblico non era affatto irrilevante, soprattutto per effetto della considerevole presenza di mamme di bambini che fruiscono del servizio di refezione scolastica, segno evidente che l’appello lanciato da queste pagine lo scorso 7 Aprile non è caduto nel vuoto. I nostri interventi si sono incentrati, ovviamente, sulla inopportunità dei pesanti ritocchi intervenuti con riferimento alle tariffe a domanda individuale che vanno ad incidere sul reddito delle giovani coppie, aumentando in maniera esponenziale il loro livello di difficoltà, reso già evidente dalle ricadute della crisi occupazionale. Le nostre osservazioni sono state formulate anche in relazione ad altre scelte discutibili poste in essere dall’amministrazione; come quella relativa alla soppressione della tassa sui passi carrabili, in sostituzione della quale avevamo proposto, nel Marzo 2008, una tassa di scopo per finanziare la ristrutturazione dei parchi gioco della nostra Città; o come la scelta di appaltare ad un' azienda privata la gestione dell’illuminazione pubblica senza aver preventivamente provveduto a valutare l’effettiva convenienza per l’Ente; decisione che ad oggi ha causato maggiori uscite in cambio di un peggiore servizio; o come il provvedimento, incomprensibile, di eliminare i parcheggi a pagamento, presenti, di fatto, nel 95% delle città italiane.
Su quest’ultimo aspetto, è apparso sconcertante che l’amministrazione non fosse nelle condizioni di tradurre in numeri il tanto sbandierato presupposto della loro mancata convenienza riconducibile all’incidenza dei ricorsi che hanno visto soccombere l’Ente davanti al Giudice di pace. Così come è sembrata particolarmente balzana la teoria sostenuta dall’Assessore al Turismo, secondo la quale Città Attiva, ribadendo la necessità delle strisce blu, si arroccasse su posizioni vessatorie nei confronti dei turisti mordi e fuggi (sic!).
Nello specifico il nostro Gruppo:
- ha avanzato perplessità sull’imputazione temporale delle entrate da ICI, nonché sulla particolare superficialità legata alla previsione delle riscossioni sui permessi per costruire effettuata lo scorso anno; affermando come il mancato rispetto del patto di stabilità affondi le proprie radici nelle scelte d’indirizzo compiute nel primo trimestre del 2008;
- ha criticato in modo fermo e deciso il fatto che l’Assessore al Bilancio si fosse limitato ad una sommaria lettura dei rilievi forniti dal Collegio dei Revisori, peraltro improntati ad una generale preoccupazione nei confronti dei meccanismi di spesa posti in essere, senza entrare nel merito delle scelte politiche;
- ha ribadito la propria posizione di completo disappunto sulla singolare decisione di coinvolgere la cittadinanza soltanto dopo aver approvato in Giunta il Bilancio di Previsione (23 Marzo 2009).
Città Attiva ha espresso voto contrario rimarcando come, rispetto allo scorso anno, quando optò per l’astensione, sia venuta completamente meno ogni capacità programmatica da parte dell’Esecutivo, costituendo prova inequivocabile in tal senso, oltre al mancato rispetto del patto di stabilità, la mancanza di coerenza interna dell’atto, ovvero l’assenza di riferimenti funzionali alle Linee Programmatiche di Mandato.
Alle 14.20, al termine della votazione su questo punto, Città Attiva, unitamente alle altre compagini di opposizione, ha abbandonato l’aula in segno di protesta nei confronti della maggioranza che, nella Commissione Capigruppo di Lunedì 20 Aprile, aveva respinto con decisione le proposte operative avanzate da tutti gli schieramenti di minoranza per evitare il consiglio alle 9 di mattina.
Ci risulta che non siano riusciti, pur essendo rimasti da soli, ad approvare (rinviandolo) il punto 4 all’ordine del giorno e questo la dice lunga sulle capacità e sintonie che pervadono coloro che da due anni dovrebbero amministrare la nostra Città.
Che debbano pregare lunga vita alle opposizioni?
Se sono spine, potrebbero pungere… |